IL TERRITORIO E L'AMBIENTE

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Palazzo Adriano, situato al centro della Sicilia Occidentale, è praticamente equidistante dalle sue principali città: Palermo, Trapani, Agrigento e Caltanissetta, e rimane un pò fuori mano riguardo alle loro principali vie di comunicazione. Questo fatto, che nel passato ha favorito la conservazione e lo sviluppo delle sue particolari strutture sociali che si sono fatte sentire fino a tutte quelle città e relativi paesi circostanti, ancora adesso permette la conservazione dell'ambiente umano e naturale, protetto dagli influssi nocivi degli eccessivi assembramenti umani. Le immediate conseguenze si vedono nella purezza dell'aria e nella limpidità dei frequenti corsi d'acqua che ancora scorrono nella zona nonostante le varie captazioni di sorgenti che riforniscono d'acqua potabile una parte non piccola della Sicilia Occidentale. Ancora estesi e frequenti boschi rimangono regno piuttosto intatto di varie specie animali e vegetali, alcune delle quali ormai quasi esclusive della zona. Queste circostanze rendono l'ambiente naturale di Palazzo Adriano meritevole di protezione, come si sta provvedendo a fare, perché ormai comincia ad essere scoperto in queste sue caratteristiche che attirano studiosi ed appassionati e sono meta di frequenti escursioni turistiche per ritrovare i tempi passati della terra ed avere un immediato contatto con le sue condizioni più naturali e spontanee. La più importante delle montagne circostanti nei dintorni di Palazzo Adriano è quella detta “Montagna delle Rose”. Poco al di sotto della fascia pianeggiante della sommità scarsamente alberata, comincia l'ampia fascia di boschi e radure che è la più interessante dal punto di vista biologico e botanico. Al di sotto di essa, poco prima dell'inizio delle zone più intensamente frequentate dai pastori con le loro tipiche aziende arcaiche ed i pagliai con gli zoccoli di pietra a secco dalla preistorica forma circolare, ed ancora prima delle zone coltivate, comincia la fascia delle numerose sorgenti che sgorgano nei suoi versanti dal lato di Palazzo Adriano, di Bivona e di S. Stefano Quisquina. Oltre alle sorgenti di acqua ancora scorrenti in superficie come quella bellissima e freschissima di Morigi, esistono anche varie sorgentine minori con acque potabili e relativi abbeveratoi per gli animali. Monte ugualmente interessante nella zona di Palazzo Adriano è quello di Montescuro ai cui piedi sgorga la grande sorgente che rifornisce di acqua circa quaranta centri abitati fino a Trapani. Le gallerie di quella sorgente di eccezionale ed impressionante bellezza, con molte precauzioni e con autorizzazioni severamente selettive si possono talvolta visitare. Ma anche a non potere accedere ad essa, è egualmente interessante la visita alla zona dove sgorga per la grandiosità del paesaggio di tipo dolomitico fatto di profonde valli e di picchi e catene vertiginose tra cui si annida qualche luogo attrezzato per soste turistiche. Altra zona simile è data dalla Montagna della «Culumma» e dalla sorgente della Madonna della Scala. La valle dove confluivano ed in parte ancora confluiscono tutte quelle acque, quella famosissima del Sosio dalle multiformi bellezze naturali raggiunge il suo massimo fascino per l'eccezionale configurazione orografica nella zona detta «Listi d'u Firriatu» le cui profondissime gole sono di difficile accesso, inframmezzate da cascate. Nei loro pressi si estende il bosco di Adriano, il più ampio dei numerosi boschi della zona in parte crescenti a foresta vergine ed in parte ancora discretamente praticabili. Essi sono ricchi di infinite sorprese di ogni genere specialmente se le loro visite sono guidate da persone culturalmente preparate ed esperte della zona, che possono evidenziarle. La Pro-Loco di Palazzo Adriano, su previo accordo, offre la possibilità di trovare tali guide. Chi visita attentamente queste zone si rende subito conto che non è necessario andare lontano per scoprire grandi meraviglie geologiche e paleozoiche, idrografiche, botaniche e biologiche oltre che paesaggistiche.
Aspetti Paleontologici, Biologici e Botanici
Per amare una terra è importante conoscerla. E conoscerla significa essere attenti a cogliere quanto essa può dare. Palazzo Adriano è una comunità piccola nei suoi confini; poco affollata per chi pensa e vive nelle dimensioni delle metropoli. E forse proprio per questo ha saputo conservare ancora integri alcuni tratti genuini, di quella genuinità che oggi si apprezza forse più di ieri. La natura con i suoi paesaggi, il suo patrimonio idrogeologico e paleontologico, la gente col suo carattere ospitale, con la sua storia, con le sue tradizioni, con il suo folklore e i suoi monumenti: la nostra ricchezza sta tutta qui. L'ambiente naturale è un affresco policromo, dominato dall'uomo e dalla natura che vivono in un rapporto d'equilibrio. Oggi più che mai quando, sotto l'avanzare spesso irriguardoso del progresso ai paesi o alla natura si fa ritorno cercando i segni del passato, il messaggio di tradizioni che sono storia di ieri e vita di oggi. Palazzo Adriano è una meta da raggiungere ineludibile, un paese da scoprire essendo lo stesso lo scrigno della storia naturale. Difatti rappresenta un vero e proprio museo, paradiso degli studiosi di paleontologia e di geologia. E' nel suo territorio che si trova la Valle Del Sosio, dove è possibile godere di un incantevole panorama, di una interessante e ancora incontaminata flora, di una fauna terrestre rara e strordinaria e inoltre di luoghi geologici che hanno attratto l'attenzione di studiosi di tutto il mondo. Estesi boschi e boscaglie di Quercus Ilex ed altre essenze arboree ed arbustive tipiche dell'entroterra siciliana quali: lecci, roverelle, corbezzoli, etc.:
Vi vivono inoltre volpi, conigli, lepri, cinghiali, istrici, gatti selvatici, ricci, martore ecc... La Valle Del Sosio è un'area ad alto interesse geologico-ambientale con caratteristiche geologiche, paleontologiche e geomorfologiche di rilevante valore scientifico. E' in questa valle che emergono i cinque blocchi calcarei, noti i tutto il mondo per il loro grande interesse paleontologico dato dalle ricchissime macro e microfaune (fossili) del Permiano in essi contenute. Il Permiano è l'ultimo periodo dell'Era Paleozoica. L'Era Paleozoica o primaria è la seconda di un ordine di partizione cronologica della storia della terra. L'esistenza del Permiano a Palazzo Adriano è stata segnalata per la prima volta nel 1887 da G. G. Gemmellaro in quattro spuntoni calcarei. Successivamente ne fu scoperto un altro da R. Fabiani nel 1925. Di queste cinque formazioni (Pietra di Salamone, dalla quale furono estratti i primissimi fossili che rivelarono la presenza del permiano in Sicilia. Rupe del passo di Burgio, Pietra dei Saraceni, Rocca di San Benedetto e ultima scoperta Rupe di San Calogero), soltanto due hanno resistito sino ad oggi al violento attacco dei saccheggiatori e dei venditori di fossili. La ricchissima fauna marina, originariamente raccolta e studiata dal Gemmellaro, è per la quasi totalità rappresentata presso il museo di paleontologia dell'Università di Palermo (1887/1899). Questa fauna, tipica dell'ambiente di scogliera per la ricchezza dei generi e delle specie presenti e per il perfetto stato di conservazione dei fossili, si può considerare unica al mondo e infatti continua ad essere oggetto di studio da parte di numerosi specialisti. La maggior parte degli esemplari risultano Olotipi cioè esemplari sui quali è stata per la prima volta individuata una nuova specie. Questi blocchi calcarei hanno fornito 522 specie di fossili, di cui 366 descritti dal Gemmellaro e 156 da altri studiosi. In passato si è molto discusso sull’età dei calcarei sopracitati, la cui datazione appariva difficile. Lo sviluppo della conoscenza del Permiano in generale, unito ad una migliore conoscenza di alcuni gruppi di fossili (fusulinidi), ha portato a datare questi alla parte alta del Permiano inferiore (600 milioni di anni secondo Kykp).

LA PIETRA DI SALAMONE
La Pietra di Salamone è il più grosso dei blocchi calcari della valle del Sosio. Questa valle è un'area ad alto interesse geologico-ambientale con caratteristiche geologiche, paleontologiche e geomorfologiche di rilevante valore scientifico. La Pietra di Salamone assieme alla Rupe dei Saraceni sono noti in tutto il mondo per il loro grande interesse paleontologico dato dalle ricchissime macro e microfaune (fossili) del Permiano in essi esistenti. L'esistenza del Permiano a Palazzo Adriano è stata segnalata per la prima volta nel 1887 da G.G. Gemellaro, la ricchissima fauna marina raccolta, è per la quasi totalità rappresentata presso il Museo di Paleontologia dell' Università di Palermo. Questa fauna, tipica dell'ambiente di scogliera per la ricchezza dei generi e delle specie presenti e per il perfetto stato di conservazione dei fossili, si può considerare unica al mondo e infatti continua ad essere oggetto di studio da parte di numerosi specialisti.


PIETRA DEI SARACENI

La Pietra dei Saraceni, è caratterizzata dalla sua forma a batolite. Presenta una scala intagliata nel calcare partente da metri 3 dalla base e un pozzo artificiale di forma circolare nel quale confluiscono solchi anch'essi artificiali per la raccolta dell'acqua piovana. La presenza di tali interventi dovuti alla mano dell'uomo porta ad ipotizzare che tale emergenza sia stata utilizzata in epoca bizantina come dimora da un monaco stilita. La rupe ha un'altezza di circa 30 m e svetta verticalmente su una ristretta base.

 

NATURAL ENVIRONMENT

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Palazzo Adriano is situated in the middle of western Sicily at the same distance from Palermo, Trapani, Agrigento and Caltanissetta. It is a bit far from the main road communications. Such an isolation has protected the village from the harmful influence of  excessive human crowding and contributed to the preservation and  development of its human, social and natural environment well-known to the nearby villages.
The air is pure and its many streams are clean and flow despite the exploitation of  its springs to supply a big part of western Sicily with drinkable water. Its many woods are still a rather untouched kingdom containing  various species of animals and vegetables, some of which are now almost exclusive of the area. Thus, the natural environment of Palazzo Adriano is worth of protection. Its features have attracted the attention  of scholars and its landscapes have become the destination of  excursions for those who want to rediscover and  feel in contact with nature and its spontaneous conditions.
One of the most important places is the area under the Montagna delle Rose, whose name comes from the spontaneous growth of peony roses which bloom in February. It's a fascinating place characterized by two legends (St. Rosalie's legend about the peonies which are supposed to have flowered when she went across these fields and the one about Norcia's cave protected by a spell and supposed to be full of treasures), a remarkable altitude (1453 m.) and a wonderful view of  Mount Etna.  It can be reached from different  ways.
Just  below the plain area with a few trees, there are huge woods and clearings which are very  interesting from a biological and botanical point of view. Near this area, a bit before the shepherds' typical archaic farms and  straw houses with dry stone plinths of prehistoric circular shape and  a little before the fields with crops, we find numerous springs flowing towards Palazzo Adriano, Bivona and Santo Stefano Quisquina.Next to the water springs still flowing on the surface, like the fresh one of the Morigi, several smaller ones with drinkable water and drinking-troughs for animals still run. Another equally interesting mountain in Palazzo Adriano, is Montescuro whose spring  supplies about forty towns up to Trapani with drinking water.  The tunnels of this  spring of extraordinary and wonderful beauty can be visited only under  strictly selective authorization. It is worth visiting  also the area where it starts flowing out, because of the grandeur of the dolomite-type landscape made up of deep valleys and mountain ranges. Another similar area is the Montagna della “Culumma” and the spring of the Madonna della Scala. The valley where all those waters used to meet (and still partly meet) is the famous Valle del Sosio with its multiform natural beauties and extraordinary distribution of mountain ranges called “Listi d'u firriatu”. Its deepest gorges are difficult to reach and interposed by waterfalls. Not far from here, are the woods of Adriano, the largest of the area, partly growing as a virgin forest and partly accessible. All these places are full of  surprises to discover, especially if one is guided  by local experts. Upon agreement, the Pro-Loco of Palazzo Adriano offers the possibility to have  a good  guide. Who ever  visits these places  realizes immediately that there is no need to go in  far away places to discover great geological, Palaeozoic, hydrographical, botanical, biological and  landscape wonders.